24-26 maggio. Al via la X Edizione del Napoli Tattoo Expo 2013

di Matilde Marolda

 

Fila al botteghino della Mostra d’Oltremare già ore prima dell’apertura, così si è inaugurata la decima edizione del Napoli Tattoo Expo.

L’evento, organizzato dall’associazione culturale Napolindelebile, vede protagonisti oltre 150 tatuatori nazionali e internazionali che presentano le loro creazioni e si mostrano all’opera.

Special guest, per la prima volta in Italia, Joe Capobianco, artista raffinato nell’ambito del tatuaggio e dell’airbrush, creatore delle più affascinanti pin-up, nello spirito della fine degli anni ’50 con un tocco di modernità, e giudice nel programma televisivo Best INK su Oxygen Network hit TV show. IMG_758f5

I tre giorni dell’expo prevedono un programma ampio e vario: sarà allestita una mostra d’arte contemporanea, ci saranno giochi organizzati per il pubblico, si  assisterà a  performance di bondage, body painting e aerografisti.

Presso il giardino dei cedri si potrà ascoltare musica con dj set e live e passare un po’ di tempo nell’area ristoro.

E per chi volesse entrare a far parte del mondo dei tatuatori è presente uno stand dedicato ai corsi di formazione e specializzazione.

Per i piercer ci sarà la possibilità di frequentare un seminario di body art tenuto da Ron Garza, spesso citato da altri artisti della body modification come fonte di ispirazione per i suoi lavori di scarnificazione fatti negli ultimi venti anni. A Ron è stato assegnato il premio Keith Alexander durante l’unica convention sulla scarnificazione “Scar Wars”, per il suo contributo negli ultimi 18 anni.

Per la chiusura dell’evento non poteva mancare lo schiuma party e un must del momento, l’Harlem Shake che farà poi il giro del mondo.

13 euro il prezzo per uno spettacolo imperdibile per gli amanti del settore e non solo.

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Al via la XXVI “Sagra del Pesce Azzurro” di Sorrento. Un appuntamento da non perdere

Pasta e fagioli con le cozze, paiella Sant’Anna, frittura di pesce, risotto alla pescatora, pesce arrosto, paccheri con pesce, tubettoni con i calamari, alici fritte. Questo il menù, tutto da gustare, in occasione della XXVI “Sagra del Pesce Azzurro” di Sorrento in programma sabato 13 ottobre 2012 a partire dalle ore 19. Nello splendido borgo dei pescatori di Marina Grande anche quest’anno si rinnova la vetrina dei sapori di mare con i prodotti che la comunità locale offrirà agli ospiti desiderosi di riscoprire i piatti tipici della tradizione gastronomica ed il suggestivo scenario naturale di uno degli scorci più suggestivi della costiera sorrentina. Una magica serata allietata da musica antica e gustose pietanze a base di pesce. Immagine

La parrocchia di Sant’ Anna promuove anche quest’ anno questo evento gastronomico con l’ obiettivo di contribuire alla cura del patrimonio storico – artisitco custodito nello scrigno della chiesa di Marina Grande ed alle opere di sostegno ai bisognosi. Per la sagra del pesce azzurro, l ‘amministrazione comunale ha assicurato il supporto di un servizio navetta gratuito tra il centro di Sorrento e Marina Grande.

Tutto il pescato viene direttamente dai pescatori del borgo, scaricato dalle loro barche e trasferito nelle cucine dei ristoranti dove gli chef  cucineranno per l’evento il pesce del Golfo di Napoli in tutte le sue varietà secondo le ricette della migliore tradizione culinaria sorrentina.
Giunta la sera il suono delle campane della chiesa di Sant’Anna dà inizio alla sagra e il borgo marinaro si trasforma in un itinerario gastronomico organizzato in stand con il compito di servire il pesce ai visitatori che potranno gustarlo nell’incantevole borgo.
Un appuntamento da non perdere.

Raggiungere il borgo Marina Grande
In auto:
Arrivati a Sorrento all’incrocio svoltare a sinistra per via degli Aranci, percorrere tutta la strada fino ad un incrocio a “T”, svoltare a destra c’è l’ospedale di Sorrento è risvoltare subito a destra, continuate per circa 30 mt. e svoltare di nuovo a destra sulla Via del Mare, proseguite fino alla fine di questa strada.
A piedi: Giunti a Sorrento con la circunvesuviana, proseguire a piedi per tutto il corso Italia, attraversate piazza Tasso, giunti nei pressi dell’ospedale di Sorrento dalle ore 19:00 fino a fine serata c’è una navetta gratuita in occasione della sagra che “sale” e “scende” di continuo dal borgo di Marina Grande.

Approfondimento sul pesce azzurro
Il pesce azzurro è una denominazione di uso generale e non corrisponde ad un gruppo scientificamente definito di specie.
Si definiscono azzurri quei pesci dalla colorazione dorsale blu scuro (ma spesso è presente anche un po’ di verde) e ventrale argentea.
Generalmente abbondano nei nostri mari e questa prerogativa li rende decisamente economici, per questo motivo i piatti preparati con tali specie di pesce vengano spesso considerati “cucina povera“.
Tra questi rientrano pesci come: l’aguglia, l’alaccia, l’alice, il cicerello, la costardella, il lanzardo, il pesce sciabola, la sardina, lo sgombro, lo spratto e il suro.
Inoltre possono essere considerati azzurri l’alalunga, l’alletterato, il biso, la lampuga, la palamita, il pesce spada e il tonno, per la loro colorazione. Immagine
Il pesce azzurro molto apprezzato in cucina per le qualità nutrizionali ha carni generalmente molto digeribili con prevalenza di grassi insaturi, in particolare del tipo omega 3.
Anche per questo il consumo di pesce azzurro è consigliato nelle diete nelle quali sono da evitare i grassi saturi presenti in altre specie animali.

La Juve vince la Supercoppa a Pechino. Il titolo del Corriere dello Sport: “Super Vergogna”. Le decisioni dell’arbitro Mazzoleni fanno discutere

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Partenopei nel mondo: l’artista Antonio Fabrizi inaugura la finale di Europa League in Romania

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“Stadionul National” di Bucarest, teatro della finalissima di Europa Lague 2012

E’ iniziato il conto alla rovescia per la finalissima di Europa League 2011/2012. Tra poco meno di un’ora  Atletico Madrid e Athletic Bilbao si sfideranno in un derby tutto spagnolo per la conquista del prestigioso trofeo. Il teatro della sfida: lo Stadionul National di Bucarest in Romania, paese che per la prima volta ospiterà una finale di un torneo europeo. L’Atletico Madrid proverà a bissare il titolo conquistato 2 anni fa contro il Fulham, mentre i baschi dell’Athletic Bilbao proveranno a conquistare il primo titolo europeo della loro storia. L’atmosfera è festosa. Già ad ora di pranzo la capitale romena era invasa dai supporter delle due squadre, riversatisi nei caffè del centro per gustare le specialità del luogo. Tra queste è il “Mititei” (una sorta di kebab)  il più richiesto dai tifosi, che, insieme e senza problemi, stanno dando vita a una vera festa del calcio spagnolo. Molti di loro hanno in tasca una copia della “Gazeta Sporturilor”: il principale quotidiano sportivo romeno, uscito oggi in edizione speciale, con metà del giornale in spagnolo. Nel pomeriggio gran parte dei tifosi dell’Athletic si sono poi raggruppati nella loro fan zone a Constitution Square, nei pressi del parlamento romeno nel cuore della città, mentre nell’area dei tifosi dell’Atlético si ascoltava musica live.

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L’artista partenopeo Antonio Fabrizi

E sarà proprio la musica ad accogliere i tifosi sugli spalti prima dell’ingresso in campo dei giocatori. Tra gli artisti che si esibiranno sul manto erboso dello Stadionul National prima del fischio d’inizio anche un napoletano: Antonio Fabrizi. Nato a Torre del Greco, Fabrizi si distingue fin da piccolo per la sua voce e la personale capacità interpretativa dei brani più famosi della canzone italiana e napoletana. Dopo essere stato protagonista di spettacoli musicali in giro per la Campania, nel 2000 partecipa con “I Fragmenta” all’Accademia di Sanremo Giovani – Sezione Cantautori – dopo aver superato le Selezioni regionali. E’ da lì che Fabrizi inizia il suo viaggio nelle capitali europee alla ricerca di nuove esperienze, diventando così ambasciatore all’estero della musica italiana e napoletana. Fino ad approdare in Romania dove da due anni vive e lavora  e dove è diventato uno tra i più famosi e apprezzati artisti della capitale.

Questa sera per lui la grande ribalta internazionale con l’inaugurazione della finalissima di Europa League allo Stadionul National di Bucarest. “Erano anni che aspettavo la possibilità di esprimermi nel mondo dello spettacolo  – le parole a caldo di Antonio Fabrizi – dove ci sono persone che ti amano artisticamente, e siccome la musica è l’espressione di me stesso, come si dice a Napoli: sto tropp bell. Un bacio a tutto il mondo e particolarmente alle persone che nella vita hanno sempre sfortuna!! Non vi preoccupate che il momento buono verrà per tutti, e ve lo auguro con tutto il mio cuore”.

Un cuore azzurro nel derby spagnolo. Lo stadio è pronto e il manto erboso è perfetto. Manca solo il fischio iniziale.

Napoli: “Mucchio selvaggio” per la lotta al terzo posto. Ecco cosa può succedere se si dovesse ricorrere alla classifica avulsa

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Un momento di Roma - Napoli 2-2

Il regolamento della classifica avulsa è il seguente, tenendo conto nell’ordine:

1.dei punti conseguiti negli incontri diretti fra tutte le squadre della classifica avulsa;

2.della differenza tra reti segnate e subite nei medesimi incontri;

3.della differenza tra reti segnate e subite nell’intero Campionato;

4.del maggior numero di reti segnate nell’intero Campionato;

5.del sorteggio.

L’eventualità della classifica con quattro squadre a pari punti al terzo posto, come quella alla fine di questa interessantissima 35esima giornata, non può verificarsi alla fine del campionato perchè c’è lo scontro diretto tra Lazio e Inter alla 38esima.

Questi gli scenari se alla fine del campionato fossero tre le squadre a pari merito.

Nel caso in cui Lazio, Napoli e Udinese arrivassero a pari punti alla fine del campionato, la classifica avulsa si comporrebbe in questo modo:

Napoli 5 punti – 5 goal fatti – 5 subiti

Udinese 5 punti – 6 goal fatti – 6 subiti

Lazio 5 punti – 5 goal fatti – 5 subiti

Visto che la differenza reti negli scontri diretti sarebbe la stessa, per regolamento si andrebbe a vedere la differenza reti totale in campionato e qui il Napoli è nettamente avanti alle altre pretendenti al terzo posto in campionato.

Nel caso in cui  fossero l’Inter, il Napoli e l’Udinese ad arrivare appaiate al terzo posto, la classifica avulsa vedrebbe:

Napoli 10 punti

Udinese 4 punti

Inter 3 punti

e in questo caso passerebbe il Napoli.

Se il Napoli dovesse finire alla pari con Lazio e Inter avrebbe sette punti in classifica, ma bisognerebbe attendere lo scontro diretto all’ultima giornata. In tutti i modi la squadra di Mazzarri rischierebbe solo nel caso in cui la Lazio vincesse contro l’Inter. La squadra di Reja si porterebbe a sette punti, alla pari con il Napoli e con l’Inter staccata a tre punti. E bisognerebbe capire con quanti goal di scarto la Lazio debba battere l’Inter. Nel caso in cui la Lazio batta l’Inter con più di un goal di scarto i biancocelesti sarebbero in Champions, altrimenti si andrebbe a controllare la differenza reti dell’intero campionato e qui il Napoli batte tutti.

Napoli 7 punti  – 5 goal fatti – 3 subiti

Lazio 7 punti   – 4 goal fatti – 3 subiti (senza contare Lazio – Inter alla 38esima)

Inter 3 punti

L’Inter anche in caso di vittoria sulla Lazio all’ultima giornata andrebbe a sei punti e quindi comunque fuori dal discorso Champions.

Questa la situazione nel caso fossero due le squadre al terzo posto all’ultima giornata di campionato.

Nel caso in cui il Napoli dovesse finire alla pari con la sola Udinese sarebbe la squadra di Mazzarri ad andare in Champions League.

Napoli – Udinese 2-0 / 2-2

Anche se il Napoli dovesse finire alla pari solo con l’Inter la squadra di Mazzarri andrebbe in Champions League.

Inter – Napoli 0-3 / 0-1

La squadra di Mazzarri si troverebbe in svantaggio solo nel caso in cui raggiungesse il terzo posto in compagnia della sola Lazio.

Napoli – Lazio  0-0 / 1-3

Moni Ovadia in “Recital per la memoria”

Lunedi 23 gennaio 2012, ore 20.00
Basilica di San Giovanni Maggiore Pignatelli
(Rampe San Giovanni Maggiore)

Un viaggio musicale attraverso la spiritualità e l’incontro tra genti e culture diverse, ad evidenziare la condizione del popolo Rom e Sinti, come vero e proprio paradigma della condizione dell’esilio, che fa dell’abbattimento dei confini – geografici e culturali – il senso dell’esistenza. I temi della tolleranza e dell’accoglienza, visti come risorsa, arricchimento e possibilità di dialogo tra “diversi” vengono sottolineati dalla presentazione dello spettacolo in un edificio religioso, uno straordinario monumento che si propone come punto di riferimento spirituale e culturale. Il recital rientra nel progetto Il Rito Ritrovato, a cura di Gigi Di Luca.
Con l’occasione del recital di Moni Ovadia –  organizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, e grazie alla sinergia tra la Curia, le Soprintendenze e la Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, che con il loro contributo hanno reso possibile questa apertura straordinaria del monumento –  si è scelto di mostrare alla città una meravigliosa testimonianza di storia e di cultura e di testimoniare l’impegno ed il colloquio tra le varie istituzioni a lavoro per il recupero ed il rilancio di Napoli.
L’antica Basilica di San Giovanni Maggiore è un monumento estremamente complesso che mostra varie stratificazioni, dal periodo paleocristiano al XIX secolo, fino agli interventi di ordinaria manutenzione effettuati nel Novecento.
La storia del monumento è segnata da gravi dissesti della struttura per cause naturali e accidentali, come terremoti e incendi, a cui si è aggiunto il reiterato vandalico saccheggio sui beni mobili durante la lunga chiusura al culto del monumento.
Da circa trent’anni, tuttavia, è stato realizzato un programma di recupero della Basilica da parte delle Soprintendenze napoletane – l’Archeologica, l’Architettonica, quella ai Beni storico- artistici ed etnoantropologici – che ha permesso di ricomporne, in linea generale, i tratti peculiari, sia dal punto di vista architettonico che storico- artistico. Allo stato i lavori nella Basilica possono considerarsi in larga misura conclusi, sebbene rimangano ancora delle zone del monumento da mettere definitivamente a punto e che si auspica possano essere completate a breve.

Chi è Moni Ovadia : http://it.wikipedia.org/wiki/Moni_Ovadia

 

Al Palazzo delle Arti di Napoli : “Fractals & Others” di Bruno Di Bello

Il PAN, il Palazzo delle Arti di Napoli, con la mostra Fractals & Others, curata da Mario Franco, Maria Savarese e Maurizio Siniscalco, rende omaggio a Bruno Di Bello, artista che ha attraversato i momenti più significativi dell’arte italiana della seconda metà del ‘900.

Dopo quasi trent’anni Di Bello torna ad esporre in un istituzione museale napoletana, l’ultima mostra istituzionale fu Terrae Motus, allestita da Lucio Amelio in occasione del terremoto che sconvolse Napoli e l’Irpinia nel ‘80. Presente sullo scenario artistico nazionale ed internazionale, trasferitosi da tanti ormai a Milano, Di Bello ha sempre mantenuto solidi i legami con la sua città, dove sin dalla fine degli anni Cinquanta con il “Gruppo 58”, insieme a Fergola, Del Pezzo, Biasi, Persico e Luca, contribuì al rinnovamento dei linguaggi del contemporaneo.

Fin dai suoi esordi, l’artista ha utilizzato una cifra stilistica “asoggettiva” e impersonale mirando al superamento del soggettivismo esasperato ed ideando moduli ripetuti ma variati attraverso tecniche, tematiche e metodologie, alla destrutturazione dell’ordine figurativo predeterminato, al fine di costruirne uno nuovo, ma privo di leziosità estetizzanti. Le sue decostruzioni iconiche godono di un’autonomia immanente, vicina, ad esempio, a quella di certe immagini di Klee. Come nell’opera dell’artista tedesco, l’artista propone, infatti, la finitezza di un’immagine, ed al tempo stesso la sua possibile e varia continuità per germinazione di forme che vanno ad aggregarsi a quelle preesistenti, in un’interminabile opportunità combinatoria. Autore negli anni Sessanta e Settanta di lavori che hanno indagato le metodologie espressive dei maestri delle avanguardie storiche, da Marcel Duchamp a Man Ray, Di Bello recentemente ha cominciato ad interessarsi alle possibilità creative che i new media offrono, esplorando le infinite geometrie dei frattali. Sono proprio tali moduli figurativi metamorfici organizzati in strutture proliferanti, a metà tra calcolo matematico, logica fantastica ed estetica combinatoria, indagati grazie all’uso del computer, ad essere il tema privilegiato della ricerca estetica che ha portato alla creazione dei suoi lavori recenti, esposti in questa mostra al PAN. Terza tappa espositiva, dopo la Certosa di Capri e il MAC, il Museo di Arte Contemporanea di Niterói in Brasile nell’estate del 2011, questa mostra si compone di circa quindici stampe digitali su tela di grande formato, assemblate in trittici ed un nucleo di lavori preparatori di formato ridotto insieme ad un’opera inedita, realizzata per questa occasione espositiva, A Bao A Qu, lavoro che mutua il suo titolo da una creatura fantastica descritta nelle pagine di Manuale di Zoologia Fantastica di Borges. In occasione dell’anteprima stampa, sarà presentato, a corredo dell’ampio catalogo antologico dell’artista, un magazine edito da Paparo Edizioni con testi critici di Mario Franco, Maria Savarese, Maurizio Siniscalco, Mario Costa.

Anteprima Stampa
giovedì 19 gennaio ore 12.00

Vernissage
21 gennaio ore 18
info
pan@comune.napoli.it
tel. 0817958600 /01 / 04 / 05