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Massimo Troisi e San Giorgio a Cremano: un possibile itinerario per scoprire i luoghi che legano l’attore sangiorgese alla sua città natale

Il 19 febbraio Massimo Troisi avrebbe compiuto 58 anni e, come ogni anno, San Giorgio a Cremano, la sua città natale, lo ha ricordato con varie iniziative.

Massimo Troisi

La città è da sempre legata a un filo diretto con l’attore sangiorgese. Negli anni, senza non qualche difficoltà, l’amministrazione comunale ha cercato di mantenere viva l’immagine di Troisi nei cuori della cittadinanza e di chi volesse conoscere più da vicino i luoghi che accompagnarono l’infanzia e la crescita dell’attore dal punto di vista professionale e non solo.

“Un tour ufficiale dei luoghi da poter visitare, dove conoscere la storia di Troisi, al momento non esiste – dice Michele M. Ippolito, capo ufficio stampa del Comune di San Giorgio a Cremano – ma si può immaginare una passeggiata in città alla scoperta dei luoghi dove Troisi mosse i primi passi della sua intensa carriera”.

L’attore di “Ricomincio da tre”, “Scusate il ritardo” e “Il postino”, solo per citarne alcuni, era molto legato alla sua città natale e non mancava mai di ricordarlo. Intervistato da Gianni Minà in occasione della vittoria dello scudetto del Napoli, ad esempio, Troisi ringraziò Maradona e compagni come cittadino di San Giorgio a Cremano e a nome di tutta la cittadinanza.

Immaginando un itinerario tra i luoghi rappresentativi della vita di Troisi non si può che partire dalla piazza a lui dedicata: un’ampia agorà, costituita da panchine e giardinetti, inaugurata dall’amministrazione comunale nel 1998 alla presenza dell’allora ministro degli Interni Giorgio Napolitano. Nei pressi di Piazza Troisi è sempre aperto il “Bar dello sport” dove l’attore amava trascorrere le sue giornate in compagnia degli amici. Molte battute, riprese nei suoi film, sono nate proprio dalle chiacchierate tra ragazzi che avvenivano seduti ai tavolini del bar. Poco più in là, a sinistra della Piazza, c’è un muro rosso, quel che resta della casa dove l’attore passò la sua infanzia. Continuando questo ideale giro turistico si imbocca via Sant’ Anna dove c’è l’omonima parrocchia dove Troisi fu battezzato.

La chiesa di Sant'Anna a San Giorgio a Cremano dove Troisi fu battezzato

Di fronte alla chiesetta, a pochi passi dalla strada principale, al turista che è alla ricerca dei luoghi dove Troisi è vissuto, si presenta una piccola cappella votiva, dove campeggia una foto dell’attore. A 50 metri abita la sua famiglia, da sempre molto riservata, che ama ricordare il proprio caro in forma privata e senza clamori.

Ripercorrendo a ritroso il tragitto, ripassando per Piazza Troisi, si prende via Cavalli di Bronzo e si arriva a Villa Bruno. La struttura fa parte del percorso delle ville vesuviane del Miglio d’Oro, definito così per la ricchezza storica e paesaggistica e per la presenza dei palazzi del Settecento. Da molto tempo Villa Bruno è il centro culturale della cittadina; ospita concerti, manifestazioni e, soprattutto, il premio dedicato all’attore Troisi, rivolto ai giovani comici emergenti. Al primo piano della villa si può ammirare la bicicletta del film “Il postino”, acquistata dall’amministrazione comunale a un’asta di beneficenza per la cifra di 15 milioni di lire. L’attore riuscì a terminare, a fatica, il grande capolavoro cinematografico e morì nel sonno, nella casa della sorella Annamaria a Ostia, per attacco cardiaco, il 4 giugno 1994, lasciando così un vuoto incolmabile nella cinematografia italiana. Da Ostia le spoglie dell’attore arrivarono al cimitero comunale di via San Giorgio Vecchio. Qui, la tomba dell’attore prende posto all’interno della congrega di San Raffaele, che non è visitabile. Per chi vuole pregare e rendere omaggio all’attore, in fondo al cimitero, c’è il monumento funebre dedicato a Troisi. Ogni anno, il 19 febbraio, alla presenza delle istituzioni cittadine, un fascio di luce blu parte dalla struttura in pietra a simboleggiare la continua connessione tra cielo e terra, tra la città e l’attore sangiorgese. A San Giorgio Vecchio c’è, poi, il “Centro Teatro Spazio”, un teatro sperimentale che si può visitare previo accordo con la famiglia Borrelli che lo gestisce. Qui nacque “la Smorfia”, il gruppo cabarettistico formato dal trio Troisi – Arena – De Caro, attivo negli anni settanta e ottanta che, prendendo spunto dalle situazioni quotidiane della Napoli dell’epoca, puntava l’indice su temi più disparati quali la religione, l’occupazione (e disoccupazione), il folklore e le tradizioni ancora vive nel napoletano. Uno show che è rimasto nelle menti dei cittadini per la novità e le battute esilaranti. Per concludere questa ideale visita non va dimenticata Villa Vannucchi, un’altra delle ville del Miglio d’oro, dove si girò la primissima scena del film “Ricomincio da tre” in cui Lello (Arena) chiama a squarciagola Gaetano (Troisi). La villa è stata restaurata grazie ai 10 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania e oggi è diventata il “Palazzo delle Arti Vesuviane”, che ogni anno ospita mostre d’arte e fotografiche.

Guarda il video della commemorazione di Massimo Troisi presso il cimitero di San Giorgio a Cremano il 19 febbraio 2010

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