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Arriva la squalifica per Lavezzi. Il Pocho dovrà scontare tre turni di stop

Duello Rosi - Lavezzi. I due si sono resi protagonisti dell'episodio dello sputo costato ad entrambi i giocatori tre giornate di squalifica. La Società Sportiva Calcio Napoli ha annunciato di voler fare ricorso

Lavezzi e Rosi squalificati per tre giornate. Questa la decisione presa dal giudice sportivo Tosel dopo la segnalazione ricevuta dal procuratore federale Palazzi. Stando alla sentenza del giudice sportivo le immagini televisive documenterebbero che il giocatore della Roma «da una distanza di circa un metro, con palese gestualità, indirizzava uno sputo a Lavezzi, che veniva immediatamente “ricambiato”».

Il giudice ha poi spiegato nella sentenza che dalle immagini non si capisce «con assoluta certezza in che misura ed in quale zona del corpo gli sputi abbiano effettivamente colpito il loro rispettivo destinatario, ma tale circostanza è ininfluente ai fini della valutazione disciplinare».

In realtà c’è la sensazione tra i tifosi in città che i potenti del calcio abbiano paura di questo Napoli che, partita dopo partita, ha strabiliato tutti per la forza e l’agonismo messo in campo. Si grida al complotto. Lavezzi, se la squalifica dovesse essere confermata, salterà oltre alla partita di domenica prossima contro il Catania, anche la delicata trasferta a Milano, una sfida che da sola vale lo scudetto e la partita successiva al San Paolo contro il Brescia.

Ma la società partenopea non ci sta. Tramite il suo avvocato Mattia Grassani, il Napoli, ha inoltrato un ricorso con procedura d’urgenza. Quel filmato è inammissibile, le immagini non sono chiare, non si può punire un calciatore per mera presunzione, esiste il dubbio fondato che Lavezzi abbia davvero sputato, mentre in realtà ha solo mimato il gesto. Questi in sostanza gli argomenti che il legale della società azzurra discuterà davanti alla corte di giustizia federale, chiedendo l’annullamento della sanzione.

Bisogna dire che una società che sta lottando per lo scudetto come il Napoli ha gestito male la situazione nel dopo partita. Il tecnico Mazzarri e il presidente De Laurentiis invece di sottolineare la grande prova della squadra su un campo dove non si vinceva da 17 anni, hanno risposto alle incalzanti domande dei giornalisti Sky ammettendo l’episodio e molto probabilmente vanificando le possibilità di ricorso. Lavezzi ha sbagliato, su questo non c’è dubbio, ma se la sentenza dovesse essere confermata, c’è il rischio di creare un precedente molto pericoloso. Tutte le squadre potrebbero chiedere d’ora in poi l’uso della prova televisiva per far prendere provvedimenti nei confronti di calciatori non solo quando le immagini televisive mostranoo in modo chiaro ed evidente un comportamento scorretto o violento, sfuggito all’arbitro, ma anche ogni qual volta esista il semplice sospetto che un episodio del genere sia accaduto.

Basterebbe un indizio insomma per essere condannati. Sarebbe proprio il caso di Lavezzi e Rosi dove le immagini non sono evidenti, non c’è lo sputo, l’oggetto dell’offesa, ma solo una presunzione del gesto. Il regolamento parla di inequivocabilità. Cosa che non si vede nelle immagini televisive. E’ in pericolo la credibilità del calcio che in Italia, ha già subito in passato gravi danni all’immagine, vedi la vicenda Calciopoli.

Guarda il servizio su InchiostrOnline

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