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Reddito di cittadinanza per altre 108mila famiglie. Problemi per i conti della Regione Campania

Buone notizie per 108 mila famiglie residenti in Campania. Una sentenza della Cassazione ha riconosciuto ai nuclei familiari che erano stati esclusi, di essere reintegrati negli elenchi per beneficiare dei contributi previsti dal reddito di cittadinanza.

Il presidente della regione Campania Stefano Caldoro sarà costretto in queste ore a trovare le risorse disponibili per erogare alle famiglie bisognose il contributo, evitando allo stesso tempo un disastro finanziario.

La cifra è consistente. Si parla di 250 milioni di euro, calcolo peraltro relativo solo al primo biennio di erogazione.

La Corte ha dichiarato che una volta previsto il contributo e accertato il non superamento del limite di reddito (i beneficiari dovevano dimostrare di essere residenti in Campania da almeno 60 mesi e percepire un reddito annuo inferiore ai cinquemila euro) la prestazione economica spetterebbe ai tutti gli aventi diritto tra i quali devono essere suddivise le risorse disponibili.

A palazzo Santa Lucia martedì sarà aperta una discussione in consiglio regionale sul capito del reddito di cittadinanza, un provvedimento sociale che si è trasformato in un boomerang per le casse della Regione.

350 euro è l’assegno mensile che Palazzo Santa Lucia eroga ad ognuno dei nuclei familiari riconosciuti come aventi diritto. Fino a ieri a beneficiare erano circa 18mila famiglie. Ora vanno aggiunti 108mila nuclei familiari che precedentemente, pur rientrando nelle condizioni previste dal bando, erano stati esclusi in maniera del tutto arbitraria, a detta della Cassazione.

Le strade da percorre al momento per trovare una soluzione sono poche.

Recuperare i soldi spesi fino ad adesso per ricalcolare l’assegno è un ipotesi impraticabile come impraticabile è quella di bloccare i contributi non ancora erogati in alcuni ambiti territoriali.

In Regione bisognerà sedersi e ragionare ad un tavolo tecnico per elaborare strategie che possano affrontare quest’ultima tegola abbatutasi sul palazzo della Regione e che rischia di far saltare i piani del presidente Caldoro.

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  1. gennaro
    29 luglio 2011 alle 15:57

    solo una presa in giro caldoro che guardasse bene i diritti umani
    e non pensasse solo al posto in cui è seduto solo promesse forse caldoro sta aspettando una rivolta che ben venga

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