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Il cinema è in lutto. Addio a Dino De Laurentiis

Il produttore cinematografico Dino De Laurentiis

È morto nella notte a Los Angeles Dino De Laurentiis, uno tra i più grandi produttori cinematografici di tutti i tempi. Napoli milionaria, Miseria e nobiltà e la Grande guerra sono solo alcuni dei capolavori cinematografici firmati da Dino de Laurentiis che con la sua lungimiranza e la sua tenacia rinnovò il panorama del cinema italiano.

Nato a Torre Annunziata nel 1919, il giovane Dino, come era soprannominato sin da piccolo, crebbe per le strade vendendo gli spaghetti prodotti dal padre, commerciante di pasta.

Il suo ingresso nel mondo del cinema avviene, insieme con la decisione di intraprendere la carriera di attore, quando si reca a Roma al “Centro Sperimentale di Cinematografia”, appena inaugurato, nel biennio 37-38.

Ma basta poco, al giovane Dino, per trovare la sua vera strada. “Dopo essersi guardato allo specchio” – secondo le sue parole – decide di spostarsi dietro la macchina da presa, intraprendendo la fortunata carriera di produttore.

Nel 1948 si dedica alla ristrutturazione degli stabilimenti di produzione “Teatri della Farnesina”, dando vita alla “Ponti-De Laurentiis” insieme all’amico Carlo Ponti, per la prima volta con studi propri a disposizione.

Uno dei primi successi prodotti dalla nuova etichetta è Totò a colori (1952), (il primo film a colori mai realizzato in Italia) di Steno, al quale fanno seguito numerose altre importanti opere, come Europa ’51 (1952) di Roberto Rossellini, Anni facili (1953) di Luigi Zampa, fino alla consacrazione definitiva con La strada (1954) e Le notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini, due film che vinceranno entrambi il premio Oscar per il miglior film straniero, dopo quelli vinti da Vittorio De Sica con Sciuscià ( 1947) e Ladri di biciclette (1949).

De Laurentiis, che ama le grandi sfide, decide poi di trasferirsi in America.

Anche negli Usa il produttore non cambia le proprie strategie, alternando la produzione di film d’autore a quella di pellicole commerciali. Fra i primi si possono ricordare Serpico di Sydney Lumet e I tre giorni del Condor di Sydney Pollack, fra i secondi il remake di King Kong, diretto da John Guillermin, che nel 1976 diventa uno straordinario successo planetario.

Il cinema perde oggi uno dei più grandi simboli delle produzioni made in Italy.

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