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Berlusconi arriva a Napoli. Previsto alle 17 un incontro in Prefettura

Il premier Silvio Berlusconi

Oggi Berlusconi torna a Napoli. Il presidente del consiglio sarà alle 17 in prefettura per affrontare in prima persona il problema dei rifiuti insieme ai sindaci dei comuni del vesuviano e al capo della protezione civile Guido Bertolaso

E proprio Bertolaso ieri sera ad Annozero, rispondendo alle sollecitazioni del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, ha spiegato che i siti delle province di Caserta, Avellino, Benevento più la cava Sari e quella di Chiaiano permetteranno due anni di sopravvivenza nei quali, però, occorre fare tutti gli sforzi possibili compreso la raccolta differenziata e la costruzione degli altri due o tre termovalorizzatori.

Intanto la situazione è drammatica. Per strada ci sono ancora duemila tonnellate da raccogliere e sono in affanno gli impianti di Caivano, Giugliano e Tufino con lunghe code di automezzi.

La crisi dunque non sembra allontanarsi. Il piano varato ieri dal premier Silvio Berlusconi si articola in più punti. Il più importante: la chiusura momentanea e il monitoraggio di Cava Sari.

Nella discarica da stasera dovrebbero essere portati solo i rifiuti dei diciotto comuni del vesuviano, ma è proprio per questo che Berlusconi arriverà direttamente da Bruxelles dove sta partecipando al consiglio europeo. Analizzare quali saranno le prossime mosse e attivare tutte le procedure per mantenere la promessa fatta ieri. Ripulire la città di Napoli entro tre giorni.

Nel frattempo è stato pubblicata l’indagine della sezione campana della Corte dei Conti sulla gestione dell’emergenza rifiuti in Campania.

“Il lungo periodo di commissariamento nel settore dei rifiuti –  si legge nelle 111 pagine del’indagine – è stato contrassegnato da crisi acute e ricorrenti riconducibili ad una ragione di fondo: la mancanza di un ciclo completo di rifiuti per l’assenza di adeguati impianti di supporto. Tra i fattori determinanti anche gli insufficienti livelli di raccolta differenziata, i ritardi nella realizzazione dell’impianto di Acerra e l’eccessivo frazionamento del servizio di raccolta”

Una capitolo a parte è dedicato ai costi della crisi. Un debito di due miliardi di euro e una condanna a livello comunitario che rischia di tradursi in pesanti sanzioni economiche.

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